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venerdì 22 agosto 2014

Artiglieria: l'angolo morto

English: Artillery. Dead corner
Français: Artillerie. Angle mort
Deutsch: Artillerie. Toten Winkel
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Con questo post voglio affrontare un problema dell'artiglieria. Noi sappiamo, non foss'altro che da von Clausewitz, che chi è sull'alto e deve difendersi ha un vantaggio fra chi è in basso e deve attaccare. Ma questo vale per la fanteria. Già la cavalleria è esclusa in quanto difficilmente può combattere su terreni scoscesi. Ma anche l'artiglieria ha una difficoltà. Il cosiddetto "Angolo morto". Ossia un'area ove l'artiglieria non riesce a colpire. Vediamo come e perché.

Come noto l'artiglieria ha vantaggi nei confronti della fanteria: può colpire più lontano, anche più velocemente. Da distanze più ravvicinate possono colpire con granate o anche a mitraglia. Poi possono cambiare angolo di tiro più velocemente che la fanteria. I serventi ai pezzi fanno ruotare l'affusto e possono sparare verso un'altra direzione mentre la fanteria deve compiere una manovra.

Misurazioni per tiro in pianura.
Ma tutto ciò vale se la batteria è in pianura. Si verifica l'angolo e si verifica la distanza.

Tiro in pianura
Sia che il tiro sia effettuato da un cannone, in rosso ad alzo zero, che da un obice (howitzer, Obusier, Haubitze), arancio, non vi sono problemi.
I problemi sorgono quando il tiro è effettuato da un'altura.Innanzi tutto occorre calcolare la maggiore distanza che il proiettile compie in quanto quando ha terminato la sua spinta propulsiva, per inerzia, durante la discesa tende ancora ad allontanarsi.

Tiro da altura
Ma il problema sorge quando l'obiettivo è troppo vicino alle pendici e quindi entra nell'angolo morto. Poiché non è possibile posizionare la canna con angolo negativo (il minimo è zero) con l'artiglieria non è più possibile colpire l'obiettivo. Si può tentare con l'obice con un tiro molto arcuato ma di difficile realizzazione.

L'angolo cieco
Di seguito un'immagine grafica del tiro da un'altura.


Come si vede chiaramente il tiro invece di colpire a 300 mt di distanza se fosse stato in pianura colpisce a 350 mt di distanza.
Pertanto l'obiettivo giunto alle pendici è quantomeno salvo dal tiro dell'artiglieria.

lunedì 4 agosto 2014

Artiglieria: calibri e gittata


English: calibers and range
Français: Calibre et portée
Deutsch: Pfünder und Bereich
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In questo post intendo affrontare la questione dei calibri e della gittata dell'artiglieria in epoca napoleonica.

L'interesse di avere ben chiara la situazione è importante al fine di poter ben simulare e/o ricreare una battaglia. I regolamenti sono molteplici e, normalmente, semplificano alquanto l'aspetto artiglieria. Ma ben sappiamo che l'effetto di un cannone da 12 libre su una colonna d'attacco o una granata a breve distanza su una compagnia in linea sono devastanti. Il tutto cambia con granate a lunga distanza o cannoni da 3 libbre anche solo a media distanza.

Come abbiamo visto in post precedente, l'artiglieria disponeva di vari mezzi utilizzabili in momenti od occasioni diverse:
1) Cannoni da assedio. Grande calibro, difficilmente trasportabili. Russi e Spagnoli avevano i più grandi. Solo i russi provavano ad utilizzarli in battaglia.
2) Cannoni da fortezza. Grande calibro. Inamovibili.
3) Cannoni da campo. Di mediogrande e medio calibro. Utilizzati in battaglia come arma di concentrazone di fuoco sul nemico per far desistere un attacco o per aprire un varco fra le fila.
4) Cannoni ippotrainati. Artiglieria a cavallo. Rapido spostamento per giungere ad aiutare un settore del proprio dispiegamento in difficoltà. Più raramente in fase offensiva.
5) Obici (Howitzer). Calibro medio. Arma difensiva per eccellenza. Decimava il nemico in fase di attacco con le granate.
6) Cannoni da montagna. Piccolo calibro. Utilizzati anche come artiglieria reggimentale, ossia aggregata direttamente al reggimento e non organizzata autonomamente. Si trattava di artiglieria di supporto.
7) Razzi Congreve (Rockets). Inventati dal Colonnello inglese William Congreve sull'esperienza acquisita in India. Di diversissime dimensioni fra loro. Utilizzati come granate che giungevano dall'alto o come strumenti incendiari. Potevano raggiungere notevoli distanze.

Per la, futura, riproduzione di battaglie ho creato la seguente tabella.


I valori della tabella sono in yarde ma li possiamo considerare metri (1 yard = 0,9144) vista l'imprecisione dell'artiglieria dell'epoca. La libbra (pound) corrispode a 489,5 grammi.

Come evidente i calibri erano diversi e l'utilizzo variava da nazione a nazione. Ciò significa che anche catturare un cannone od una batteria al nemico non sempre significava poterlo riutilizzare in quanto non si disponeva dei proiettili adatti.

La tabella, ritengo chiara, si legge in questa maniera. Un cannone ha una gittata massima, ma l'effetto del proiettile sull'ultimo tratto è certamente inferiore. Quindi per i cannoni si ha una gittata massima che identifica quanto lontano poteva giungere il proiettile ed una gittata ottimale che indica la distanza di maggior danno prodotto e la maggior precisione nel colpire l'obiettivo. Ricordiamo che per gittate più brevi insorge l'angolo buio ove non è possibile colpire in quanto, come noto, occorre produrre al proiettile una certa traiettoria che rende salva l'area prospicente in cannone. Fatto salvo sparare ad "alzo zero", ma riducendo enormemente la gittata. Questo accadeva solamente nel caso di imminente assalto del nemico alla batteria. Al contrario, alzare troppo la traiettoria significava, nella maggior parte dei casi, vedere il proiettile giungere a terra e conficcarsi profondamente nel terreno senza produrre danni. In effetti questo tipo di proiettili i maggiori danni li produceva con il rimbalzare sul terreno e colpire più volte il nemico. Si comprende che un terreno gelato era ottimale, uno acquitrinoso rendeva scarni i risultati.

Per quanto riguarda l'obice (Howitzer) in discorso è diverso. L'arma ed il proiettile si distinguono per un altro obiettivo. Quello di far giungere la granata nelle vicinanze del nemico e questa esplodendo produrre danni in un'area circolare ove in un diametro inferiore seminava la morte mentre in diametri maggiori feriti più o meno gravi.

Il fante che aveva già combattuto vedeva giungere il proiettile del cannone e riusciva ad intuire la traiettoria e valutare se era o meno in pericolo. I rimbalzi erano più pericolosi in quanto l'aserità del terreno od una roccia potevano far cambiare la traiettoria con il pericolo di essere coinvolti. Il sopraggiungere di una granata, invece, seminava il panico, in quanto ove si fermava, come detto, colpiva tutto attorno con le sue biglie (o chiodi) scagliati tutto attorno. Quindi si poteva essere colpiti alle spalle.

I razzi (rockets) avevano la medesima funzione delle granate ma a grande distanza. Estremamente imprecisi (avevano solamente una barra stabilizzatrice di scarso effetto) ma avevano la prerogativa di giungere dal cielo in zone che potevano essere considerate non di prima o seconda linea e quindi, per l'epoca, da considerarsi tranquille. Gli inglesi adottarono i razzi nel 1805 e li utilizzarono in molte occasioni: dall'assedio di Kopenhagen a Lipsia alla guerra del 1812 contro gli USA. Ma anche gli austriaci ebbero i loro razzi dal 1808. Pare che fu proprio il futuro maresciallo Radetzsky ad organizzare le compagnie austriache di lanciatori di razzi. Venivano utilizzati razzi da 6, 9, 12, 24 e 32 libbre (Pound) e da 6, 7 e 8 pollici (inch)

Artiglieria: colori dei cannoni


English: color of cannons
Français: couleur des canons
Deutsch: Farbe der Kanonen
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In questo post voglio affrontare la problematica del colore dei cannoni. In epoca napoleonica, e successivamente, i cannoni venivano generalmente colorati con un colore "nazionale". Altre nazioni non coloravano i loro cannoni.

I colori, oltre che per l'affusto, valevano anche per il linber (traino cannoni sia per artiglieria di linea che artiglieria a cavallo) e per i caisson (carriaggi di supporto, comprese le forge da campo). Le bocche da fuoco non venivano colorate ed essendo, quasi sempre, in bronzo, raramente in ferro, mantenevano il loro colore naturale.

Le bocche da fuoco si dividevano in 2 tipologie identificate dal Generale e Ingegnere francese Gribeuval (Jean-Baptiste Vaquette, vicomte de Gribeauval) nella sua riorganizzazione del 1774: i cannoni e gli obici (Howitzer). Per essere identificati come cannoni, questi, dovevano avere una lunghezza superiore ai 30 calibri. Ossia la lunghezza della canna doveva essere superiore di 30 volte al diametro della bocca da fuoco. I cannoni normalmente sparavano palle piene mentre gli obici sparavano granate.


Jean-Baptiste Vaquette, vicomte de Gribeauval (immagine da internet)

Il Generale Gribeuval aveva così identificato le bocche da fuoco:
1) Cannoni da assedio o da fortezza: da 24 o da 12 Libbre;
2) Cannoni da campagna: da 12, da 8 e da 4 Libbre;
3) Cannoni da Montagna: da 1 Libbra;
4) Obici: da 6 e da 8 Libbre.

Una libbra (Libbra di Parigi) corrispondeva a 489,5gr. Quindi avevano cannoni da assedio che sparavano palle da quasi 12 kg!

Vediamo, ora, di seguito i colori:


Quelle nazioni che utilizzavano o comunque adottavano cannoni di provenienza estera ritengo li avessero con i colori della nazione fornitrice.
Ad esempio la Spagna Bonapartista: Cannoni forniti dalla Francia: Verde scuro